Calcolo contributo danni gravi

maggio 1st, 2017

calcolo contributo danni gravi

Il 7 aprile 2017, con l’uscita dell’ordinanza n. 19 e dell’ordinanza n.20, il Commissario per la ricostruzione ha completato lo schema normativo per avviare la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016.  Mentre l’ordinanza n. 20 va a integrare le precedenti ordinanze per la riparazione dei danni lievi, l’ordinanza n.19 riguarda la ricostruzione pesante e il contributo concesso agli edifici con danni gravi. In quest’articolo si illustrano le modalità per il calcolo del contributo per edifici che hanno subito danni gravi.

Aspetti generali

Molti di voi negli ultimi giorni hanno visto più e più volte la seguente tabella che indica i contributi da attribuire agli edifici con danni gravi.

costo parametrico danni gravi

La tabella dei costi parametrici è funzione del livello operativo e della superficie dell’unità immobiliare danneggiata. E’ importante sapere che nell’importo a metro quadro sono da includere oltre ai lavori anche le spese tecniche e le indagini. In tabella rimane ben separato il danno lieve (livello operativo L0) dai danni gravi (livelli operativi L1, L2, L3 e L4). Come evidenziato dalle frecce blu, nel caso di una unità immobiliare con superficie di mq 130, il contributo è determinato in funzione del livello operativo. Nel caso in esame, considerato un livello L2, si otterrà un contributo pari a 1100 €/mq. Ma come si definisce il livello operativo?

Dai danni gravi al livello operativo

Molto meno presente in rete per i non addetti ai lavori è la seguente tabella:

livelli operativi danni gravi

essa consente di definire il livello operativo e con esso entrare nella tabella precedente per definire il contributo. A livelli operativi più alti corrisponde un maggiore importo per la riparazione dei danni gravi. Come mai?

Il livello operativo è definito secondo due variabili:

  1. Stato di danno. Lo stato di danno classifica il livello di danneggiamento occorso durante il sisma. Uno stato di danno 4 corrisponde a un edificio con danni gravissimi, quasi crollato. Uno stato di danno 2, invece, corrisponde a un edificio con danni importanti ma con minore diffusione sul fabbricato.
  2. Vulnerabilità. Questo parametro indica le carenze strutturali dell’edificio. Se queste carenze sono tante si avrà una vulnerabilità alta, viceversa bassa. Un esempio di vulnerabilità per un edificio in muratura è la cattiva qualità della tessitura muraria. Nella foto di testa si vede una muratura disgregata a seguito del sisma, quindi di cattiva qualità.

Dunque in funzione di queste due variabili si definisce il livello operativo, dopodiché si entra nella prima tabella e si stabilisce il contributo. Più sono i danni e più sono le carenze strutturali, maggiore sarà il contributo.

Conclusione

Per un’unità immobiliare di mq 130, con livello operativo L2, il contributo spettante per la riparazione dei danni gravi è pari a 143’000€ + IVA. Il contributo comprende la riparazione dei danni, un miglioramento sismico minimo fino al 60% della sicurezza per le nuove costruzioni, le indagini e le spese tecniche. Saranno sufficienti? Aspettiamo di vedere cosa succederà con i primi progetti presentati!

Se sei interessato anche alla ricostruzione Aquilana, leggi la mia intervista sul blog di KIMIA. Se invece vuoi rimanere informato, ISCRIVITI ALLA MAILINGLIST DI SISMA CENTRO ITALIA.


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