Contributo 100% anche per le seconde case

ottobre 28th, 2016

In attesa della conversione in legge del dl 189/2016, con probabile emendamento per includere le zone colpite il 26 ottobre, ci sono ottime notizie per i proprietari di seconde case. Nella prima versione del dl 189/2016  si prevedeva un indennizzo per la ricostruzione pari al 50% per i proprietari di seconde case che si ubicano fuori dalla perimetrazione dei centri storici. Fortunatamente, in Gazzetta Ufficiale n. 248 del 22 ottobre 2016 è stato pubblicato un avviso di rettifica relativo al decreto Terremoto (dl 189 del 17 ottobre 2016).

In particolare, l’avviso cancella due commi (5 e 6) dell’articolo 6 sui criteri e le modalità generali per la concessione dei finanziamenti agevolati per la ricostruzione privata.

Ecco i due commi aboliti:

Comma 5
Per gli interventi di cui alla lettera c) del comma 2 su immobili di cui all’articolo 1, comma 2, la percentuale del contributo dovuto non supera il 50 per cento secondo le modalità stabilite con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2. Nei soli casi in cui gli immobili siano ricompresi all’interno di unita’ minime di intervento (UMI) di cui all’articolo 11, comma 3, in centri storici e borghi caratteristici, la percentuale e’ pari al 100 per cento del contributo determinato secondo le modalità stabilite con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2.

Comma 6
Il contributo concesso è al netto dell’indennizzo assicurativo o di altri contributi pubblici comunque percepiti dall’interessato. 

E’ evidente che il governo ha recepito la peculiarità del territorio interessato dagli eventi sismici. Infatti, numerosi proprietari di immobili danneggiati sono residenti in altri comuni, come ad esempio Roma. Non si poteva fare altrimenti per due ragioni:

  1. i proprietari di seconde case vivono i luoghi colpiti dal sisma con grande frequenza e rappresentano un pezzo fondamentale dell’economia locale;
  2. non indennizzare alcuni proprietari significava non recuperare integralmente pezzi di territorio che sarebbero rimasti degradati.

Se desiderate conoscere ulteriori informazioni sull’argomento non esitate a contattarmi a:
info@sismacentroitalia.it

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