Perimetrazione centri storici: a COSA SERVE?

maggio 29th, 2017

Perimetrazione centri storici

Il Commissario straordinario per la ricostruzione ha emanato il 23 maggio 2017 l’ordinanza n. 25: “Criteri per la perimetrazione dei centri storici e nuclei di particolare interesse che risultano maggiormente colpiti dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016”.  A portarne notizia è il sito del Commissario (clicca qui per leggere il comunicato stampa).

Ma come si svolge la perimetrazione dei centri storici? Quali sono i criteri per definirla? A cosa serve la perimetrazione? Come impatta sui tempi di ricostruzione? Le risposte nel seguito.

Come si svolge?

  1. entro il 24 giugno 2017 le Regioni attraverso gli USR, di concerto con i Comuni interessati, perimetrano i centri storici;
  2. entro cinque mesi dalla perimetrazione gli enti locali dovranno redigere dei piani attuativi di ricostruzione delle aree perimetrate;
  3. adozione piano attuativo di ricostruzione;
  4. trasmissione del piano al Commissario straordinario;
  5. approvazione definitiva da parte dei Comuni.

Quali sono i criteri per definire la perimetrazione?

Gli USR per definire le zone dei centri abitati da perimetrare si baseranno sui seguenti criteri:

  1. Presenza di patrimonio culturale di particolare interesse e di pregio storico, architettonico, archeologico, naturale e paesaggistico;
  2. Livelli di danno prodotti dal sisma del 24 agosto 2016 e seguenti. Zone con molti esiti AeDES di inagibilità o crolli;
  3. Condizioni di pericolosità territoriale. Zone instabili individuate con microzonazione sismica di primo livello, aree soggette a frane o inondazioni.

A cosa serve?

La perimetrazione è il primo step del piano attuativo o piano di ricostruzione. I piani regolano la ricostruzione delle zone più colpite definendo:

  1. Aggregati edilizi o comparti in cui è necessario fare un progetto unitario di ricostruzione (tutti i proprietari dovranno costituire un consorzio e incaricare un unico progettista);
  2. Criteri di conservazione degli elementi di pregio esistenti: imbotti, infissi tipici, colori dei prospetti, ecc;
  3. Interventi di ricostruzione pubblica: strade, illuminazione, sottoservizi.

Fino all’approvazione dei piani attuativi (almeno 7 mesi) non è autorizzata la realizzazione di alcun intervento diretto su edifici, aggregati o infrastrutture ubicati all’interno del perimetro individuato.

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