Scadenza domanda di contributo

marzo 20th, 2017

scadenza domanda di contributo sisma 2016

In una fase ancora emergenziale con verifiche di agibilità da effettuare e soluzioni abitative di emergenza da installare, il Commissario alla ricostruzione fissa le scadenze per la presentazione della domanda di contributo. Così facendo si imprime velocità alla ricostruzione oppure si genera confusione? Capiamo se il meccanismo della ricostruzione che si sta costruendo è coerente con se stesso.

Il punto della situazione

Le verifiche di agibilità condotte dal 24 agosto sono 142000. La notizia è contenuta nel comunicato stampa protezione civile del 17 marzo 2017. Le richieste di sopralluogo, invece, sono pari a 200600. Restano da effettuare 58600 sopralluoghi che, considerando una media sui dati attuali, presagisce una conclusione di questa fase non prima del 30 giugno 2017. Questa data, come vedremo, poco si addice alla prima scadenza fissata dal Commissario.

Degli aggiornamenti sulla realizzazione di container e soluzioni abitative di emergenza ho già parlato in un precedente articolo visitabile a questo link.

Scadenze per la domanda di contributo

Danni lievi. A regolare la riparazione dei danni lievi è l’ordinanza n. 8/2016. Il Dl n. 8 del 9 febbraio 2017, in vigore dal 10 febbraio, all’articolo 4, ha fissato al 31 luglio 2017 la scadenza per la presentazione delle domande di contributo.

Danni gravi. L’ordinanza commissariale che regola la riparazione dei danni gravi è ancora in fase di gestazione. Sembrerebbe che per la presentazione della domanda di contributo la scadenza ipotizzata sia il 31 dicembre 2017.

Il meccanismo di ricostruzione è coerente con se stesso?

La risposta è ovvia: certamente no.

Certamente no, perché se un proprietario riceve l’esito di agibilità della sua abitazione il 30 giugno 2017, non può presentare la domanda di contributo entro il 31 luglio 2017. La domanda di contributo deve essere corredata da un progetto esecutivo. Il progetto non lo si fa in un giorno ne tantomeno in un mese. I motivi sono tanti, basta solo pensare all’accessibilità dei luoghi o alla burocrazia.

Che dire del 31 dicembre 2017 (la data non è ancora ufficiale)? questa data si scontra con il limite dei 30 incarichi del singolo professionista. Se il Commissario volesse veramente prenderla sul serio, allora avrebbe dovuto fissare un limite a 10 incarichi per singolo professionista. E si, perché progetti esecutivi complessi di ricostruzione, anche per strutture organizzate, non si fanno in 20 giorni.

Così facendo si imprime velocità o si genera caos? A mio avviso la seconda delle due. Il rischio concreto è vedersi consegnare “progetti esecutivi” approssimativi, che una volta messi in opera sveleranno tutti i loro limiti, col rischio anche di vedere bloccata la ricostruzione.

Questa la mia opinione. Ma voi cosa ne pensate? Commentate l’articolo oppure scrivetemi a info@sismacentroitalia.it.

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2 Comments

  • Sergio

    Mar st, 2017 3:14 PM Reply

    Il rischio è che accada ciò che è accaduto a L’ Aquila, dove per non rischiare di perdere il contributo o per non arrivare ultimi, vengono presentati in fretta e furia progetti incompleti e a volte scadenti e che poi gli uffici chiamati ad esaminare tutti i documenti arrivati (in quantità impressionanti) non riescano a farlo in breve tempo e comunque siano costretti a richiedere infinite integrazioni a chi li ha prodotti.
    Sarebbe opportuno che lo Stato si renda conto della vastità delle opere da realizzare e abbia il coraggio di programmarle nei prossimi 20 anni, evitando di far lavorare inutilmente migliaia di professionisti per poi addossargliene la colpa per i sicuri ritardi.

    • Ing. Marco Domanico

      Mar st, 2017 4:44 PM Reply

      Non avrei saputo fare lettura più lucida e puntuale della situazione. Concordo pienamente. Il risultato sarà ottenere uffici ricostruzione pieni di progetti da integrare con successive istruttorie.

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