Verifiche di agibilità: a che punto siamo?

gennaio 28th, 2017

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Il 16 gennaio 2017 è scaduto il termine ultimo di presentazione delle istanze per la richiesta del sopralluogo della verifica di agibilità post-sismica. Il 18 gennaio, però, si sono verificati nella zona Aquilana eventi sismici di intensità massima Mw 5.5. A questo punto ci si chiede se le verifiche di agibilità debbano essere nuovamente condotte, perlomeno nelle zone entro i 15 – 20 km dall’epicentro delle ultime scosse.

Nell’articolo un punto sulle verifiche di agibilità con i dati oggi a disposizione e le novità sul fronte Marche per le verifiche FAST regionali.

Verifiche di agibilità: la mole di lavoro fatta

Al 13 gennaio sono  93.000 i sopralluoghi di agibilità effettuati nelle Regioni Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Se si considerano i sopralluoghi ripetuti nelle zone colpite sia in agosto sia in ottobre sono 150.000 i sopralluoghi eseguiti. Questi numeri sono straordinari per il nostro sistema di protezione civile. Basti pensare che furono 120.000 sopralluoghi in Umbria e Marche dopo il sisma del 1997  e circa 80.000 in occasione dell’evento Aquilano del 2009. E ancora non è finita.

Le verifiche di agibilità sono state svolte grazie all’impegno di circa 4.400 professionisti impiegati a titolo volontario. Gli ingegneri impegnati sono stati 2200 ingegneri e hanno svolto circa 50000 verifiche. Un impegno da parte dei tecnici importante e di cui si ha ancora bisogno.

Quante verifiche di agibilità rimangono da effettuare?

Delle quattro regioni colpite, solo l’Abruzzo fornisce un report dettagliato sulle verifiche da fare. Il report, aggiornato al 13 gennaio (prima delle scosse del 18), riferisce di 10.000 sopralluoghi ancora da effettuare (clicca qui per visionare il report completo). La regione Umbria riferisce solo di 10.000 sopralluoghi effettuati, senza fornire notizie su quelli ancora da fare.

Nei prossimi giorni ci si aspetta un aggiornamento della protezione civile sulle verifiche di agibilità ancora da fare.

La svolta delle Marche

Il vice commissario alla Ricostruzione Luca Ceriscioli insieme all’ANCI Marche ha diramato un comunicato stampa in cui arroga a sé la gestione dei sopralluoghi FAST. Dunque i professionisti non saranno più inviati dalla DICOMAC (gestione Centrale), ma i tecnici locali si metteranno a disposizione del proprio Comune che li organizzerà in squadre (gestione Regionale).

I tecnici però non potranno poi fare il progetto, stando così le norme, dell’edificio periziato FAST. Allora, ci si interroga se i tecnici locali aderiranno in maniera massiccia a questa iniziativa di Comuni e Regione Marche.

Conclusione

Dai numeri sopra elencati, è evidente la situazione di straordinaria emergenza per il sistema Paese. Un numero così elevato di verifiche non si era mai registrato prima. Volendo estendere i numeri dell’Abruzzo alle altre 3 regioni, si può immaginare un protrarsi di questa fase di verifiche per almeno altri tre mesi.

Speriamo che la via indicata dalla Regione Marche sia la via maestra per uscire dal pantano e non un ulteriore rallentamento.

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